
Questo è il primo libro di cinema pubblicato dall'autore: fin dal titolo si evidenziano i due poli sui quali s'incentra questa appassionata lettura critica dell'opera in due capitoli di Quentin Tarantino. La morte e la rinascita del cinema attraverso le sue ceneri, come l'araba fenice (e come la protagonista del film, Beatrix Kiddo), vengono a fondersi in una lettura che diviene il leit-motiv dell'ultima opera cinematografica tarantiniana, della quale l'autore si dichiara apertamente un vero e proprio fan. L'analisi di Giallonardi attraversa il sottile confine che delimita la vera e propria analisi filmica dal racconto, sottolineandone gli aspetti più o meno tematici, dell'opera cinematografica; muovendosi tra questi due poli di riferimento, l'autorialità e la spettatorialità, Giallonardi riesce a proporre numerosi spunti interpretativi che vanno ben al di là di "Kill Bill vol. 1 e 2", pur ponendo al centro del testo l'interpretazione dell'eroina del film come metafora cinematografica di tutta l'opera tarantiniana, suggerendo come proprio da una forza centrifuga nella mescolanza dei generi cinematografici (con relative citazioni), possa venire la costruzione (dopo la distruzione) di un cinema nuovo, che si ponga come obiettivo di riscoprire la sua capacità mitopoietica all'interno della società contemporanea.
pp.144
prezzo 10,00 euro